La quarta giornata Serie A 2026 non è stata una giornata da leggere tutta allo stesso modo. Ci sono partite che hanno confermato una tendenza già visibile, altre che hanno acceso un dubbio e almeno un paio di risultati che, presi da soli, rischiano di raccontare una storia incompleta. È questo il punto dopo le gare di domenica 13 e lunedì 14 settembre: non fermarsi al tabellino, ma capire cosa rimane quando l’entusiasmo del gol decisivo si spegne. Una lettura che, a posteriori, permette anche di confrontare le aspettative della vigilia sulla quarta giornata con quello che il campo ha realmente raccontato.
Lecce-Monza ha mostrato quanto sia sottile il confine tra controllo e fragilità; Napoli ha ritrovato una vittoria pesante senza concedere troppo allo spettacolo; la Juventus ha incassato una sconfitta difficile da archiviare. Poi il lunedì ha cambiato prospettiva: il Como continua a crescere, la Roma resta a punteggio pieno e l’Inter ha vinto una partita da otto gol lasciando però qualche domanda aperta.
La domenica: tre partite, tre segnali diversi

La giornata di Serie A domenica 13 settembre ha consegnato tre partite molto differenti per contenuto e significato. Il 3-2 del Lecce sul Monza, l’1-0 del Napoli sul Bologna e il 3-2 del Sassuolo sulla Juventus non possono essere messi sullo stesso piano.
Lecce-Monza: quando una partita racconta più della classifica
Il 3-2 del Via del Mare è una di quelle partite che sembrano semplici da raccontare e invece dicono parecchio. Il Lecce è partito fortissimo: doppietta di Lameck Banda? No, qui il protagonista è stato Lassana Coulibaly, autore dei due gol che hanno indirizzato la partita, con Tiago Gabriel a completare il primo tempo da tre reti giallorosse. Il Monza ha trovato due volte la strada per rientrare, ma soprattutto ha mostrato quanto possa diventare complicata una gara quando si concedono troppi episodi all’avversario.
Il dettaglio interessante di Lecce Monza è proprio questo. Il Lecce ha sei punti dopo quattro giornate, ma ha anche sette gol subiti. Il Monza è fermo a un punto e ha già incassato undici reti. Numeri ancora troppo piccoli per costruire sentenze, sufficienti però per individuare una tendenza: in questo campionato gli equilibri difensivi sembrano ancora molto fragili.
Il Lecce può godersi una vittoria importante, ma difficilmente può considerare chiuso il discorso. Il finale, con Zeballos all’89’, ha ricordato che una partita dominata per lunghi tratti può riaprirsi in pochi minuti.
Napoli-Bologna: vincere anche senza dominare
L’1-0 del Maradona ha un peso diverso. Il Napoli non aveva bisogno di una serata spettacolare, aveva bisogno di tornare a vincere. E lo ha fatto con una partita che ha richiesto pazienza.
Il gol di Stanislav Lobotka al 67′ ha deciso una sfida rimasta a lungo bloccata. Il Napoli ha avuto più controllo e ha costruito una pressione crescente nella ripresa, mentre il Bologna ha provato a restare dentro la partita.
Il valore di Napoli Bologna sta quindi meno nella prestazione estetica e più nella gestione. Dopo un avvio di stagione complicato, Massimiliano Allegri aveva bisogno di una risposta concreta. È arrivata. Non è una vittoria che risolve tutto, ma è una vittoria che permette al Napoli di lavorare con maggiore tranquillità.
In una stagione lunga, anche le partite sporche fanno classifica. A volte, soprattutto per una squadra che sta cercando ancora le proprie certezze, valgono quasi quanto quelle vinte dominando.
Sassuolo-Juventus: il campanello d’allarme bianconero
Se c’è una gara che lascia più materiale per le prossime settimane, è Sassuolo Juventus. Il 3-2 di Reggio Emilia è arrivato dopo un secondo tempo completamente fuori dagli schemi: Esposito ha sbloccato la partita, Zhegrova ha risposto due volte, Bowie ha riportato avanti il Sassuolo e, quando sembrava arrivato il 2-2 definitivo, Adzic ha trovato il gol del 3-2 al 94′.
La Juventus ha avuto la forza di reagire due volte, ma ha anche mostrato una vulnerabilità evidente quando ha dovuto scoprirsi. Il Sassuolo ha letto bene gli spazi e ha trovato nel contropiede la soluzione per punire una squadra costretta a prendere rischi.
È presto per parlare di crisi, anche perché i bianconeri hanno sette punti e non sono lontani dalle posizioni di testa. Ma quattro giornate hanno già fatto emergere un dato: la Juventus di Spalletti deve trovare maggiore continuità, soprattutto nella gestione dei momenti della partita.
Il Sassuolo, invece, ha sette punti e otto gol segnati. Non è poco.
Il lunedì cambia la prospettiva sulla quarta giornata

Con la giornata di Serie A di lunedì 14 settembre, il quadro si è fatto ancora più interessante. Il Como ha continuato la propria corsa, la Roma ha mantenuto il passo perfetto e l’Inter ha rimontato due gol all’Udinese. I risultati del lunedì hanno spostato il baricentro della giornata.
Como-Parma: perché il Como non è più una sorpresa casuale
Il Como non è più soltanto la squadra che può sorprendere una grande in una giornata particolare. Quattro vittorie consecutive, dieci punti e terzo posto in classifica: dopo il 2-1 al Parma, il dato comincia a diventare significativo.
Il 2-1 del Sinigaglia non è arrivato per caso. Jacobo Ramón ha sbloccato la partita al 23′, Kaiki ha raddoppiato nella ripresa e il gol di David Romero al 92′ ha soltanto riaperto un finale che il Como sembrava avere sotto controllo.
È questo il primo verdetto forte di Como Parma: la squadra di Cesc Fabregas non sembra vivere soltanto di entusiasmo. Ha già una struttura, una qualità tecnica riconoscibile e soprattutto continuità. Il campionato è appena iniziato, naturalmente, ma quattro partite consecutive vinte non appartengono più alla categoria dell’episodio.
Torino-Roma: cosa dice davvero lo 0-2
Lo 0-2 dell’Olimpico Grande Torino è forse il risultato meno rumoroso del lunedì, ma uno dei più interessanti. La Roma ha vinto con Malen e Pisilli, ha mantenuto la porta quasi sempre lontana dai pericoli e soprattutto ha raggiunto quota 12 punti con un solo gol subito in quattro giornate.
Qui il dato va oltre il risultato di Torino Roma. La squadra di Gasperini non ha semplicemente vinto quattro partite: ha costruito un avvio con una differenza reti di +11. È una partenza che impone di guardare alla Roma in modo diverso rispetto alle prime giornate.
Il gol di Malen è arrivato al 40′, mentre Pisilli ha chiuso la gara nel recupero. In mezzo c’è stata una Roma ordinata, capace di concedere poco e di controllare una partita che avrebbe potuto diventare più complicata.
Non significa che il campionato sia già indirizzato. Significa, più semplicemente, che dopo quattro giornate la Roma ha una base molto concreta su cui costruire.
Inter-Udinese: nove gol, ma il dato interessante è un altro
Il tabellino di Inter Udinese invita inevitabilmente a parlare degli otto gol. L’Inter ha vinto 5-3 dopo essere andata sotto 0-2 nei primi sedici minuti. Abankwah ed Ekkelenkamp avevano colpito quasi a freddo, poi Carlos Augusto, Barella, Thuram, Francesco Esposito e Bonny hanno ribaltato completamente la partita. Nel finale Gueye ha fissato il risultato sul 5-3.
Ma il dato interessante è proprio ciò che è successo prima della rimonta.
L’Inter ha concesso due gol molto presto e ha dovuto rincorrere una partita che sembrava essersi complicata in maniera inattesa. La reazione è stata notevole e conferma la forza offensiva della squadra, ma otto gol in una partita non cancellano automaticamente le difficoltà difensive.
La squadra di Chivu? No: il riferimento corretto è alla squadra nerazzurra della stagione 2026/27, che dopo quattro giornate ha 13 gol segnati e sei subiti. La classifica racconta 12 punti e un secondo posto alle spalle della Roma, ma il dato dei gol subiti distingue già l’Inter dalla capolista.
Cosa ci lascia davvero la quarta giornata

L’analisi della quarta giornata di Serie A diventa interessante proprio quando si smette di mettere tutte le partite sullo stesso piano.
La prima indicazione riguarda la Roma. Dodici punti su dodici e un solo gol subito non sono una semplice fotografia della classifica: sono numeri che raccontano un avvio estremamente solido. La squadra di Gasperini sembra avere trovato rapidamente un equilibrio tra fase offensiva e protezione della propria area.
Il secondo segnale arriva dal Como. Dieci punti dopo quattro giornate, quattro vittorie e una proposta di gioco che non sembra dipendere da un singolo episodio. La sorpresa, almeno per ora, è diventata una presenza stabile nelle zone alte.
Poi c’è la Juventus. I sette punti non descrivono una squadra in difficoltà assoluta, ma la sconfitta di Reggio Emilia mette in evidenza un problema preciso: quando la partita si apre, i bianconeri possono concedere spazi pericolosi. È un aspetto da correggere prima che diventi una caratteristica.
L’Inter, al contrario, sta ottenendo risultati perfetti ma ha concesso sei reti in quattro partite. Il 5-3 sull’Udinese è la fotografia più chiara: grande capacità di reazione, grande produzione offensiva, qualche crepa dietro.
Infine il Napoli. Il successo sul Bologna può essere meno spettacolare di altri risultati della giornata, ma forse proprio per questo va osservato con attenzione. Una squadra che riesce a vincere anche quando la partita non scorre secondo il copione ideale può costruire da lì una stagione diversa.
La classifica dopo la quarta giornata: cosa guardare davvero
La classifica Serie A dopo la 4ª giornata vede Roma e Inter appaiate a quota 12, con il Como e la Lazio a 10. Seguono Cagliari a 9 e Milan a 8. Juventus e Sassuolo sono a 7, mentre Napoli, Atalanta e Lecce hanno 6 punti.
| Squadra | Punti | Gol fatti | Gol subiti |
| Roma | 12 | 12 | 1 |
| Inter | 12 | 13 | 6 |
| Como | 10 | 9 | 4 |
| Lazio | 10 | 6 | 3 |
| Cagliari | 9 | 4 | 2 |
| Milan | 8 | 7 | 4 |
| Juventus | 7 | 6 | 4 |
| Sassuolo | 7 | 8 | 7 |
| Napoli | 6 | 6 | 5 |
| Lecce | 6 | 5 | 7 |
È ancora presto per leggere questa graduatoria come una fotografia definitiva. Quattro giornate bastano però per individuare alcune linee. La Roma ha già costruito un margine statistico importante sul piano difensivo; l’Inter ha il miglior attacco tra le squadre di vertice ma deve trovare maggiore equilibrio; il Como si è inserito con pieno merito; la Juventus deve trasformare la qualità individuale in maggiore continuità.
Per questo la quarta giornata Serie A 2026 lascia una sensazione particolare. Non ha dato risposte definitive, ma ha cominciato a separare le partite che fanno semplicemente classifica da quelle che iniziano a raccontare un campionato.
Per consultare il quadro completo di calendario e risultati, si può fare riferimento al [calendario aggiornato della Serie A] di Corriere dello Sport. Calendario e risultati della Serie A 2026/27 Per la classifica aggiornata, il riferimento è invece la [classifica Serie A 2026/27 di Sky Sport]. Classifica Serie A 2026/27
E forse è proprio questo il modo migliore per guardare avanti: non chiedersi chi abbia già vinto il proprio campionato di settembre, ma capire quali squadre abbiano cominciato a mostrare qualcosa che possa resistere anche quando arriveranno partite più pesanti, calendario più fitto e meno spazio per gli errori.






