La terza giornata Serie A 2026/27 non può ancora essere considerata una sentenza sul campionato, ma comincia a essere qualcosa di più di una semplice fotografia provvisoria. Dopo tre turni, alcune squadre hanno già lasciato intravedere una direzione precisa, altre sembrano ancora alla ricerca di un equilibrio. Ed è probabilmente questo il dato più interessante.
Il calendario, del resto, aveva preparato un primo esame piuttosto serio: Inter-Napoli, Roma-Atalanta e Juventus-Milan nello stesso turno. Non era ancora il momento dei verdetti, ma era arrivato quello delle prime verifiche. A mio avviso, è proprio qui che bisogna fermarsi: non chiedersi chi vincerà lo Scudetto, domanda oggi prematura, ma capire chi sta costruendo qualcosa di riconoscibile.
La risposta, dopo questo fine settimana, è abbastanza chiara: la classifica conta, ma conta ancora di più il modo in cui le squadre stanno arrivando ai risultati.
I risultati essenziali

Il dato più pesante è il 3-2 con cui l’Inter ha rimontato il Napoli a San Siro. La squadra di Chivu ha chiuso la giornata a punteggio pieno, insieme alla Roma, che ha superato 2-1 l’Atalanta all’Olimpico. Il Como ha invece confermato il suo ottimo avvio con un netto 4-1 sul campo del Genoa.
Tra le altre partite, il Milan ha pareggiato 1-1 in casa della Juventus, mentre la Lazio ha ottenuto tre punti importanti vincendo 2-1 a Udine. Il Torino ha battuto la Fiorentina 2-1, il Frosinone ha superato 3-2 il Venezia e Cagliari-Lecce è terminata 1-0. Pari anche in Parma-Monza e Bologna-Sassuolo, entrambi conclusi sul 1-1 e sul 2-2? No: a Parma è finita 1-1, mentre al Dall’Ara il Sassuolo ha strappato un 2-2.
In termini strettamente statistici, i risultati della terza giornata di Serie A restituiscono quindi due capolista a quota 9, Roma e Inter, seguite da Como, Milan e Juventus a 7.
Cosa raccontano le partite
La partita che più di tutte merita di essere riletta è probabilmente Inter-Napoli. Il 3-2 finale dice molto, ma non dice tutto. Il Napoli è partito con personalità, ha trovato il modo di mettere in difficoltà l’Inter e ha mostrato qualità nella gestione del pallone. Poi, però, la partita è cambiata. L’Inter ha reagito, ha aumentato la pressione e soprattutto ha dimostrato di avere più soluzioni dentro la stessa gara.
È un particolare importante. Una squadra che vuole competere per lo Scudetto non deve necessariamente dominare per novanta minuti. Deve anche saper leggere i momenti. Chivu, nella ripresa, ha modificato l’assetto passando dal 3-5-2 al 4-3-3 e ha trovato risposte anche dai nuovi innesti. Curtis Jones, entrato dalla panchina, ha avuto un impatto significativo sulla partita. La Gazzetta ha sottolineato proprio la capacità dell’allenatore nerazzurro di cambiare struttura senza perdere il controllo della gara.
Dall’altra parte, il Napoli ha mostrato un problema che Allegri ha riconosciuto senza troppi giri di parole: subire tre gol in mezz’ora, dopo essere stato avanti, non è un dettaglio. Non significa che gli azzurri abbiano perso la loro candidatura, ma che la fase difensiva e la gestione dei momenti delicati sono ancora da registrare.
La Roma, invece, sta costruendo un avvio diverso. Tre vittorie, nove punti e soprattutto una sensazione di solidità che va oltre i risultati. Il 4-0 alla Fiorentina della prima giornata e il 4-0 al Lecce della seconda avevano già dato una certa consistenza al percorso. Il successo sull’Atalanta è stato meno largo, ma forse proprio per questo più significativo.
La squadra di Gasperini ha dovuto soffrire, accettare momenti in cui l’Atalanta ha alzato il ritmo e poi difendere il vantaggio. Non è una Roma spettacolare a ogni costo. È una squadra che sembra sapere cosa vuole fare. E dopo appena tre giornate, questa è una qualità tutt’altro che secondaria. Gasperini ha definito vittorie di questo tipo come segnali: è una lettura condivisibile, soprattutto perché arrivata contro una delle squadre più organizzate del torneo.
Poi c’è il Como. Il 4-1 sul Genoa non è soltanto un risultato sorprendente, perché arriva dopo il pareggio iniziale con l’Udinese e il successo esterno sul Napoli. La squadra di Fabregas è ora a 7 punti e, soprattutto, continua a giocare con una personalità che non sembra casuale. La trasferta di Marassi ha confermato un’idea di calcio offensiva e una certa capacità di sfruttare gli spazi. Non significa automaticamente che il Como sia pronto per l’Europa, ma ignorarlo sarebbe un errore.
Più difficile, invece, leggere Juventus-Milan. L’1-1 lascia entrambe imbattute e a quota 7, ma senza chiarire fino in fondo quale delle due abbia fatto un passo avanti. La Juventus ha mostrato solidità, il Milan ha avuto momenti interessanti, ma nessuna delle due ha ancora fornito una prova capace di cambiare radicalmente la percezione della propria stagione.
Interessante anche la Lazio. Dopo la sconfitta di misura contro il Bologna nella prima giornata e il successo interno con il Genoa, il 2-1 di Udine porta la squadra a 6 punti. Non è ancora una certezza, ma il percorso comincia ad avere una logica.
Questa, in fondo, è la vera analisi della terza giornata Serie A: guardare meno al singolo risultato e più alla ripetizione di certi comportamenti.
Le tre indicazioni più interessanti

La prima riguarda proprio le squadre che stanno andando oltre le aspettative iniziali. Il Como è il caso più evidente, ma anche il Frosinone merita attenzione. Sei punti in tre partite e il 3-2 sul Venezia raccontano di una neopromossa? No: raccontano una squadra che ha già trovato una certa confidenza con la categoria. Naturalmente serviranno molte altre partite per capire se si tratta di un fuoco destinato a durare.
La seconda indicazione riguarda le squadre che hanno ancora problemi strutturali. Il Napoli è il nome più evidente, ma sarebbe sbagliato trasformare una sconfitta in una diagnosi definitiva. Il problema non è aver perso a San Siro. Il problema, semmai, è il modo in cui la partita è sfuggita di mano dopo essere stata indirizzata in maniera favorevole. La squadra ha qualità per reagire, ma dovrà dimostrare di saper gestire meglio le fasi in cui l’avversario prende il controllo.
Il Genoa, ultimo insieme al Venezia a quota zero, è invece una delle situazioni che meritano attenzione nelle prossime settimane. Tre sconfitte consecutive sono un campanello d’allarme più significativo del singolo 4-1 subito dal Como. Anche la Fiorentina, ferma a zero punti dopo tre giornate, non può permettersi di lasciare che l’inizio negativo diventi una zavorra psicologica.
La terza indicazione è forse la più importante: alcuni risultati possono essere fuorvianti. Il 4-0 della Roma al debutto sembrava già raccontare una squadra dominante; il 2-1 sull’Atalanta racconta invece una squadra capace di vincere anche una partita sporca. È una differenza sostanziale.
Allo stesso modo, l’1-1 tra Juventus e Milan non significa necessariamente equilibrio assoluto tra le due squadre. I punti sono identici, ma il percorso può essere diverso. È ancora presto per stabilire quali siano i problemi temporanei e quali invece abbiano una natura più profonda.
Le sorprese della terza giornata Serie A sono dunque meno legate ai risultati inattesi e più alle squadre che stanno mostrando una personalità riconoscibile. Ed è probabilmente questo il criterio migliore per leggere queste prime settimane.
La classifica va letta con cautela
La classifica di Serie A dopo la terza giornata dice Roma e Inter davanti a tutti con 9 punti, seguite da Como, Milan e Juventus a 7. Lazio, Frosinone e Atalanta sono a 6. In coda, Venezia e Genoa sono ancora ferme a zero.
Ma una classifica così corta non permette ancora di separare nettamente le gerarchie. Tre partite sono poche, soprattutto in un campionato nel quale calendario, episodi e stato di forma possono modificare rapidamente gli equilibri.
La posizione del Como, per esempio, è reale ma non necessariamente definitiva. Allo stesso modo, vedere il Napoli a 3 punti non significa che la squadra di Allegri sia improvvisamente diventata una formazione di seconda fascia.
È qui che il lettore deve fare attenzione alla tentazione dei giudizi immediati. I punti sono fatti concreti, ma l’identità richiede continuità. E per capire davvero cosa ha detto la terza giornata di Serie A bisognerà osservare cosa succederà quando le squadre affronteranno avversari diversi, quando arriveranno gli impegni europei e quando emergeranno i primi problemi di forma o di rosa.
E adesso arriva un altro test

La quarta giornata, in programma dall’11 al 14 settembre, offre già qualche incrocio interessante: Lazio-Milan, Atalanta-Cagliari, Napoli-Bologna, Sassuolo-Juventus e Torino-Roma. L’Inter sarà invece impegnata sul campo dell’Udinese.
Sarà un turno utile soprattutto per capire se le prime impressioni reggono alla pressione della continuità. Roma e Inter possono provare a dare ulteriore peso al loro avvio; Juventus e Milan dovranno trasformare il buon rendimento iniziale in qualcosa di più concreto; il Napoli avrà bisogno di una risposta immediata.
La terza giornata Serie A 2026/27 non ha quindi indicato la squadra che vincerà il campionato. Sarebbe assurdo pretenderlo. Ha però cominciato a mostrare una cosa più interessante: chi possiede già un’idea, chi sa modificarla durante la partita e chi, invece, deve ancora trovarla.
Ed è forse questo il primo vero segnale della stagione. Prima ancora della classifica, prima dei pronostici, prima delle etichette, il campionato comincia a raccontare le squadre attraverso il loro modo di stare in campo. Il resto verrà dopo.
FAQ – Domande frequenti sulla terza giornata di Serie A 2026/27
La terza giornata di Serie A ha già dato indicazioni importanti per lo scudetto?
Sì, ma è ancora presto per parlare di verdetti. I big match hanno mostrato soprattutto quali squadre riescono a reagire nei momenti difficili. Dopo appena tre giornate, più della classifica conta la qualità delle prestazioni e la capacità di cambiare partita in corsa.
Qual è stata la partita più indicativa della terza giornata di Serie A?
Inter-Napoli è probabilmente quella con il maggior peso in prospettiva: il 3-2 di San Siro ha mostrato quanto possano incidere ritmo, episodi e capacità di rimonta. È però più interessante osservare come le due squadre hanno reagito alle difficoltà che fermarsi semplicemente al risultato.
La classifica dopo la terza giornata è già attendibile?
Solo in parte. Tre giornate sono sufficienti per individuare qualche segnale, ma non per stabilire i reali valori del campionato. Una squadra può trovarsi in alto grazie a un calendario favorevole, mentre un’altra può essere attardata dopo aver affrontato subito avversari di livello.
Qual è il segnale più interessante emerso dalla terza giornata di Serie A?
La quantità di partite riaperte o ribaltate è un elemento da tenere d’occhio. La terza giornata ha confermato che, in questo avvio di campionato, il vantaggio non sembra più sinonimo di partita chiusa. Per capire chi è davvero competitivo sarà quindi importante osservare la gestione dei momenti difficili nelle prossime giornate.






