Chiunque si sia trovato a guidare nel traffico delle nostre città negli ultimi tempi si sarà accorto di quanto la micromobilità abbia stravolto la routine quotidiana. Il monopattino elettrico è passato rapido da essere una curiosità per pochi o un passatempo estivo a un vero e proprio mezzo di trasporto per lavoratori e studenti. Tuttavia, la totale deregulation iniziale non poteva durare. Oggi le cose sono cambiate in modo radicale: le regole per il monopattino elettrico impongono obblighi precisi che equiparano quasi questi mezzi ai tradizionali ciclomotori.
Per rispondere subito al dubbio principale di chiunque si metta alla guida oggi: la risposta è sì, per circolare legalmente servono il casco indossato e allacciato (indipendentemente dall’età), il contrassegno identificativo plastificato applicato al telaio (la cosiddetta targa) e una copertura assicurativa della responsabilità civile per i danni verso terzi. Chi pensava di poter continuare a sfrecciare sui marciapiedi senza controlli dovrà ricredersi, poiché le forze dell’ordine applicano il regolamento con un rigore mai visto prima.

A titolo personale, devo ammettere che un’inquadrata al settore serviva disperatamente. Troppe volte mi è capitato di dover schivare mezzi abbandonati a centro strada o guidati con troppa disinvoltura da due persone contemporaneamente. Certo, burocratizzare anche un semplice monopattino rischia di togliere quel pizzico di immediatezza e libertà che ne aveva decretato il successo, ma quando la sicurezza urbana chiama, la libertà individuale sul marciapiede deve fare un passo indietro.
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| Requisito / Ambito | Obbligo Previsto | Sanzione in caso di Mancanza |
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| Casco protettivo | Obbligatorio per TUTTI i conducenti | Multa da 50 € a 200 € |
| Contrassegno (Targa) | Obbligatorio, fisso e non rimovibile | Multa da 100 € a 400 € |
| Copertura Assicurativa RCA | Obbligatoria per tutti i proprietari | Multa da 100 € a 400 € |
| Indicatori di direzione e freno | Obbligatori su entrambe le ruote | Multa da 200 € a 800 € |
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Casco, targa e assicurazione: i tre pilastri della nuova circolazione
L’impostazione concettuale del legislatore è stata netta. Il primo elemento cardine riguarda la sicurezza fisica di chi guida: il casco per il monopattino obbligatorio non è più una misura limitata ai soli minori di diciotto anni. Oggi chiunque salga a bordo deve indossare un casco omologato (conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080). Non basta appoggiarlo sulla testa per evitare il verbale, deve essere regolarmente allacciato.
Il secondo punto di svolta riguarda l’identificabilità del veicolo. Le norme attuali impongono l’apposizione di un contrassegno adesivo e plastificato, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che funziona come una vera e propria targa personale. Non è legata al telaio in maniera indissolubile, ma al proprietario, che può trasferirla su un altro mezzo di sua proprietà in caso di sostituzione.
Infine c’è l’aspetto della responsabilità civile. La copertura RCA è diventata un requisito imprescindibile per circolare su strada pubblica. Per chi utilizza i servizi di sharing in sharing, il costo dell’assicurazione resta incluso nella tariffa del noleggio, ma per i privati la polizza va stipulata autonomamente prima di accendere il motore. Questa stretta serve a tutelare i pedoni e gli altri automobilisti in caso di sinistro, evitando che le vittime di incidenti rimangano prive di risarcimento.
Per consultarne i dettagli tecnici e legali aggiornati, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.
Dove si può guidare davvero e quali sono i limiti di velocità

La geografia di dove un monopattino possa o non possa circolare è stata ridefinita in modo stringente. Dimenticatevi la possibilità di attraversare i marciapiedi a motore acceso: da adesso sui marciapiedi il mezzo va condotto esclusivamente a mano. La circolazione è consentita unicamente sulle strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h, sulle piste ciclabili e nelle corsie riservate ai biciclette.
È scattato il divieto assoluto di circolazione fuori dai centri abitati e sulle strade extraurbane, a meno che non sia presente una pista ciclabile totalmente separata dalla carreggiata principale. Si tratta di un aspetto su cui molti utenti cadono ancora in errore, rischiando sanzioni salatissime durante i controlli extraurbani della Polizia Locale.
- Velocità massima nei centri abitati: 20 km/h sulle strade e sulle piste ciclabili.
- Velocità massima nelle aree pedonali: 6 km/h, impostando il regolatore di velocità integrato.
- Strade vietate: Strade extraurbane, tangenziali, autostrade e tutte le vie urbane con limite superiore a 50 km/h.
- Marciapiedi e contromano: Vietato circolare a bordo; sui marciapiedi si procede solo a mano, mentre il contromano è proibito in ogni circostanza salvo ove espressamente segnalato.
I costruttori si sono dovuti adeguare rapidamente: i mezzi di nuova fabbricazione devono integrare per legge un regolatore di velocità che impedisca di superare i limiti prescritti. Manomettere il software di gestione per far andare il veicolo più veloce del dovuto non è solo un’imprudenza, ma un illecito sanzionato con l’eventuale confisca del mezzo.
Attrezzatura tecnica, frecce e freni: la scheda di conformità
Il codice della strada per i monopattini ha stabilito requisiti costruttivi rigidi. Il mezzo deve essere dotato di due freni indipendenti, uno sulla ruota anteriore e uno su quella posteriore, in grado di garantire uno spazio d’arresto ridotto anche su fondo bagnato. Oltre al campanello acustico, sono ormai obbligatori gli indicatori luminosi di svolta (le classiche “frecce”) integrati nel manubrio o nella parte posteriore del telaio, assieme alle luci bianche anteriori e rosse posteriori.
La potenza massima continua del motore elettrico non può superare i 0,50 kW (500 Watt). Qualsiasi mezzo con motore più potente o dotato di un sellino fisso montato ad altezza superiore a quella di un appoggio provvisorio viene automaticamente re-classificato dalle autorità come ciclomotore. La conseguenza in questi casi è disastrosa per l’utente distratto: sanzioni per mancata immatricolazione, assenza di targa da ciclomotore e guida senza patente adeguata.
Non va dimenticato il comportamento di guida quotidiano. Bisogna impugnare il manubrio sempre con entrambe le mani, a meno che non si debba segnalare la svolta su mezzi che sprovvisti di frecce (anche se l’adeguamento con luci direzionali è diventato tassativo per tutti i modelli in circolazione). Il trasporto di passeggeri, borse ingombranti, animali o il traino di altri veicoli è categoricamente vietato. Il monopattino nasce come mezzo individuale e tale deve rimanere.
Quadro sanzionatorio e rischi: l’importo delle multe monopattino

Il capitolo relativo alle multe monopattino è probabilmente quello che desta più preoccupazione tra gli utenti quotidiani. Il prontuario delle violazioni è stato aggiornato per punire severamente le condotte pericolose e la mancata regolarizzazione amministrativa del mezzo.
Circolare senza la nuova targa o con un contrassegno non leggibile comporta una sanzione pecuniaria che parte da 100 euro e può arrivare fino a 400 euro. La stessa fascia sanzionatoria si applica a chi viene sorpreso a guidare privo della copertura assicurativa obbligatoria. Le violazioni comportamentali, come il mancato uso del casco protettivo, la circolazione sul marciapiede a motore acceso o il trasporto di un secondo passeggero, comportano verbali compresi generalmente tra i 50 e i 250 euro.
Un discorso a parte merita la guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti. La tolleranza è pari a zero: la guida in stato di ebbrezza sul monopattino viene punita con le medesime sanzioni previste per gli automobilisti dall’articolo 186 del Codice della Strada. Sebbene per condurre un monopattino non sia richiesta alcuna patente di guida (è sufficiente aver compiuto 14 anni di età), in caso di infrazioni gravi commesse da un conducente titolare di patente di categoria A o B, si rischia la decurtazione dei punti o perfino la sospensione della licenza di guida principale in caso di contestazione immediata per reati stradali.
La sosta selvaggia è un altro dei bersagli della Polizia Locale. I monopattini non possono più essere lasciati a caso sui marciapiedi o davanti agli scivoli per sedie a rotelle. Devono essere parcheggiati negli stalli dedicati ai velocipedi o nelle aree individuate dai singoli Comuni con apposita ordinanza. La sosta irregolare prevede la rimozione forzata del mezzo oltre al verbale amministrativo.
Per approfondire gli aspetti legati ai diritti dei consumatori e ai dettagli legali sulle assicurazioni, è possibile consultare le schede informative dell’Unione Nazionale Consumatori.
Muoversi oggi sulle due ruote elettriche richiede un cambio di mentalità definitivo. L’epoca dell’improvvisazione è finita e la conoscenza dettagliata delle norme è l’unico modo per continuare a sfruttare i vantaggi della mobilità elettrica senza incorrere in sanzioni o mettere a rischio la propria incolumità e quella altrui.
FAQ – Monopattino elettrico: regole e obblighi
Il casco è obbligatorio sul monopattino elettrico?
non solo per i minorenni. Deve essere conforme alle norme tecniche previste
dalla normativa.
Posso andare con il monopattino elettrico sul marciapiede?
il monopattino va condotto a mano. La circolazione è inoltre vietata sulle
strade urbane con limite superiore a 50 km/h e sulle strade extraurbane.
Qual è la velocità massima consentita con un monopattino elettrico?
la circolazione è ammessa, il limite scende a 6 km/h. Rispettare il limite
del mezzo non significa però che sia sempre consentito circolare in quella
specifica zona.
Nel 2026 servono davvero targa e assicurazione per il monopattino?
(targa) e dal 16 luglio 2026 è obbligatoria anche la copertura assicurativa
per la responsabilità civile. Sono quindi requisiti da verificare prima
di utilizzare il monopattino su strada.
Quali dotazioni deve avere un monopattino elettrico per circolare?
luci, segnalatore acustico e indicatori luminosi di svolta e frenata.
Di notte o in condizioni di scarsa visibilità sono inoltre richiesti
dispositivi retroriflettenti ad alta visibilità. Prima di usare un modello
acquistato anni fa conviene controllare che sia ancora conforme alle regole
attuali.






