Genoa Como 1-4 racconta molto più di una semplice vittoria in trasferta. Racconta una squadra capace di andare sotto a Marassi, assorbire il colpo e trasformare una serata potenzialmente complicata in una prova di forza. Il Genoa passa al 19′ con Osmajic, ma il Como non perde la testa: Baturina pareggia al 25′, Diao firma il sorpasso al 30′ e Nico Paz completa il ribaltamento al 40′. Nella ripresa arriva anche la doppietta di Diao, servito da Kean al suo debutto.
Il risultato porta il Como a quota 7 punti dopo tre giornate e, almeno provvisoriamente, in testa alla Serie A. È un primo posto destinato naturalmente a essere messo in discussione dalle altre partite del turno, ma sarebbe un errore considerarlo soltanto una curiosità della classifica. La sensazione, almeno per chi ha visto la partita, è che il dato più interessante sia un altro: il Como di Fabregas sembra aver imparato a vincere anche quando la partita prende una direzione diversa da quella immaginata.
Genoa-Como 1-4: cosa è successo a Marassi
Il Como parte meglio, tiene il pallone e prova subito a portare la gara sul terreno del palleggio e della qualità. Baturina sfiora il vantaggio nei primi minuti, poi il Genoa trova il modo di colpire alla prima vera occasione: Baldanzi lancia Colombo, il cross trova Osmajic e l’attaccante rossoblù non sbaglia.
Per qualche minuto sembra che la partita possa complicarsi. Invece succede esattamente il contrario.
Al 25′ Baturina riceve da Valle e trova l’angolo con una conclusione precisa. Cinque minuti più tardi Diao completa il sorpasso sfruttando un cross dalla destra e una deviazione di Ostigard. Al 40′, infine, Nico Paz attacca la profondità sul suggerimento di Yan Couto, supera la linea difensiva genoana e firma il 3-1.
La rimonta è già completata prima dell’intervallo. Il risultato Genoa 1-4 Como, letto soltanto attraverso il risultato, potrebbe sembrare una partita dominata dall’inizio alla fine. Non è andata così. Ed è proprio questo a renderla interessante.
La reazione dopo il gol del Genoa

Il passaggio decisivo della partita sta probabilmente nei quindici minuti compresi tra il pareggio di Baturina e il gol di Nico Paz.
Il Como non reagisce con frenesia. Non forza ogni giocata, non si allunga e soprattutto non cambia identità. Continua a cercare l’uomo libero, porta più giocatori tra le linee e sfrutta la qualità dei suoi trequartisti. È una reazione che dice qualcosa sulla maturità della squadra.
Il pareggio arriva sei minuti dopo il vantaggio del Genoa. Il sorpasso ne richiede altri cinque. Il tris arriva dieci minuti più tardi. In totale, dal momento dell’1-0 alla fine del primo tempo, il Como trasforma una partita difficile in una gara quasi già indirizzata.
Qui sta una delle differenze rispetto al Como delle scorse stagioni: la squadra non sembra aver bisogno di molto tempo per rimettersi in ordine. Quando trova spazio, sa riconoscerlo immediatamente. Anche Daniele De Rossi, dopo la partita, ha sottolineato proprio la qualità dei lariani, definendoli la squadra che lo ha impressionato maggiormente da quando è alla guida del Genoa.
Diao, Baturina e Nico Paz: perché il Como fa paura
Il trio offensivo scelto da Fabregas dice già molto del progetto. Diao, Baturina e Nico Paz non sono tre giocatori che fanno la stessa cosa e forse è proprio questo il loro punto di forza.
Diao porta accelerazione, profondità e una presenza fisica che diventa difficile da gestire quando il campo si apre. La sua doppietta contro il Genoa conferma una crescita che ormai non sembra più soltanto una promessa. La seconda rete, arrivata al 78′, è l’esempio perfetto: attacco dello spazio e conclusione di prima, dopo una giocata costruita centralmente.
Baturina, invece, dà un’altra dimensione alla manovra. Il suo gol è arrivato con una conclusione da dentro l’area, ma il croato ha dato la sensazione di essere sempre coinvolto nel gioco. È significativo che il gol di Baturina sia arrivato proprio nel momento in cui il Como aveva bisogno di ritrovare lucidità.
E poi c’è Nico Paz. L’argentino sembra giocare con un tempo di vantaggio. Il suo gol non è soltanto una rete importante per il risultato: è la fotografia di un giocatore che sa leggere lo spazio prima degli altri e attaccarlo senza esitazioni.
Non è casuale che le tre reti che hanno ribaltato la partita siano arrivate da giocatori diversi. Fabregas sta costruendo una squadra in cui il peso offensivo non ricade su un solo interprete.
Il nuovo Como di Fabregas è più maturo?

La domanda è inevitabile. La risposta, per ora, è sì, ma con una precisazione: siamo ancora alla terza giornata.
Il Como aveva già mostrato qualità nelle prime uscite. Prima del viaggio a Genova era imbattuto e arrivava dalla vittoria al Maradona contro il Napoli. Il successo contro il Genoa aggiunge però un elemento diverso: la capacità di gestire una gara nella quale l’avversario passa in vantaggio.
È una qualità che spesso si nota nelle squadre costruite per stare in alto. Non necessariamente perché dominano sempre, ma perché non smarriscono la propria idea quando qualcosa va storto.
Genoa Como 1-4 va letto anche così. Fabregas non ha avuto bisogno di stravolgere la squadra dopo lo svantaggio. Ha lasciato che la qualità dei suoi giocatori facesse il resto. E nella ripresa, quando il Genoa ha provato ad alzare il ritmo, il Como ha saputo aspettare e ripartire.
È presto per parlare di una squadra da vertice, ancora di più per immaginare obiettivi definitivi. Ma è già possibile dire che il Como non sembra più soltanto una squadra interessante da osservare.
Kean debutta e lascia subito il segno
Moise Kean era uno dei motivi di curiosità della serata. Fabregas aveva anticipato che l’attaccante sarebbe partito dalla panchina e così è stato. Il suo ingresso è arrivato nella ripresa, quando il Como aveva già costruito il vantaggio.
Non serviva molto altro per lasciare il segno.
Al 78′, Nico Paz serve Kean nello spazio. L’attaccante avanza centralmente e, invece di cercare la conclusione, apparecchia per Diao. Il senegalese incrocia di prima intenzione e firma il 4-1.
Un debutto da pochi minuti, ma con un assist immediatamente decisivo. Fabregas aveva spiegato alla vigilia di considerare Kean una prima scelta per il progetto e di avere in lui il profilo ideale per affiancare Douvikas. A Genova ha ricevuto una prima risposta concreta.
Como primo: cosa significa davvero

Como primo posto dopo la vittoria con il Genoa è un dato reale, ma va maneggiato con cautela.
Dopo il successo di Marassi, il Como sale a 7 punti con tre partite giocate, sette gol segnati e tre subiti. Alle sue spalle, prima del completamento della giornata, ci sono diverse squadre a quota 6. Roma, Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Lazio devono ancora scendere in campo nel terzo turno.
Per questo parlare di vetta definitiva sarebbe sbagliato. Parlare di segnale, invece, è corretto.
La squadra di Fabregas ha raccolto un punto contro la Lazio nella prima giornata, ha vinto a Napoli e ora ha espugnato Marassi con quattro gol. Sono risultati diversi tra loro, ottenuti attraverso partite differenti. Ed è forse questo l’aspetto che merita maggiore attenzione.
Il “Como in vetta alla Serie A” farà certamente notizia nelle prossime ore, ma il campionato non si decide a settembre. Il vero interesse sta nel capire se questa squadra riuscirà a mantenere per mesi la stessa qualità, la stessa intensità e soprattutto la stessa leggerezza con cui oggi affronta avversari e pressioni.
Il quarto gol, quello che ha chiuso definitivamente la partita, è quasi la sintesi perfetta della serata: Nico Paz vede Kean, Kean vede Diao, Diao conclude. Tre giocatori, pochi tocchi e un’azione verticale che diventa gol. È il tipo di calcio che Fabregas vuole vedere e che, a tratti, il Como sta già proponendo con una naturalezza sorprendente.
La partita di Marassi lascia quindi almeno tre indicazioni. La prima è la reazione allo svantaggio: il Como ha ribaltato l’1-0 senza perdere equilibrio. La seconda riguarda la qualità offensiva, perché Diao, Baturina e Nico Paz hanno mostrato di poter decidere una partita in modi differenti. La terza è forse la più importante: questa squadra sembra avere oggi una consapevolezza maggiore dei propri mezzi.
Como Genoa 1-4 non consegna una sentenza sul campionato e non autorizza proclami. Però racconta una squadra che sa soffrire, reagire e poi colpire. E se il Como rimonta Genoa con questa personalità, il primo posto di una notte può anche essere provvisorio: la sensazione che lascia, invece, potrebbe durare molto più a lungo.
Fonte: ANSA – il Como vince 4-1 a Genova e La Gazzetta dello Sport – cronaca di Genoa-Como
FAQ – Domande frequenti su Como-Genoa 1-4
Come ha fatto il Como a rimontare il Genoa?
Baturina ha pareggiato al 25′, Diao ha firmato il sorpasso al 30′ e Nico Paz ha portato
i lariani sul 3-1 prima dell’intervallo. Nella ripresa Diao ha completato la doppietta
per il definitivo 4-1.
Chi ha segnato i gol di Genoa-Como 1-4?
Diao al 30′, Nico Paz al 40′ e ancora Diao nella ripresa. L’attaccante ha quindi
chiuso la partita con una doppietta.
Diao è stato il migliore in campo contro il Genoa?
nell’allungo del Como. La sua prestazione ha un peso particolare perché le reti
sono arrivate in momenti diversi della gara, prima per completare la rimonta e poi
per chiudere definitivamente il match.
Kean ha giocato contro il Genoa e ha fatto gol?
Il suo ingresso è stato comunque subito significativo: all’azione del 4-1
ha servito Diao, contribuendo direttamente alla rete che ha chiuso la partita.






