Quando si parla di lago in Italia vengono subito in mente Como, Garda, Maggiore. È quasi inevitabile. Eppure basta spostarsi di qualche chilometro, oppure scegliere uno specchio d’acqua meno celebrato, per trovare un’Italia diversa, fatta di piazze silenziose, case in pietra, piccoli porti e sentieri che arrivano fin quasi sull’acqua.
I Borghi sul lago poco conosciuti sono spesso proprio quelli che preferisco. Non necessariamente perché siano completamente sconosciuti, ma perché non hanno ancora assunto quell’aria da destinazione da consumare in poche ore. Ci si arriva magari per vedere il lago e si finisce per fermarsi a pranzo, poi per una passeggiata, poi ancora per un aperitivo sulla riva. Il programma cambia strada facendo.
Tra i diversi laghi italiani esistono luoghi che meritano almeno un fine settimana: Castellaro Lagusello in Lombardia, Capodimonte e Marta sul lago di Bolsena, alcuni piccoli centri del Lago d’Orta, i paesi dell’area del Lago d’Idro e altri angoli meno frequentati del paesaggio lacustre italiano.
Non sono tutti uguali, ed è proprio questo il bello. Alcuni hanno castelli e mura medievali, altri vivono soprattutto del rapporto con la natura. In certi casi il lago è enorme e domina l’orizzonte; in altri è poco più di uno specchio d’acqua nascosto tra campi e colline.
Castellaro Lagusello, il piccolo lago che sembra disegnato
Cominciamo da un luogo che ha qualcosa di sorprendente già nel nome.
Castellaro Lagusello è una frazione di Monzambano, nelle colline moreniche mantovane, e si sviluppa intorno a un piccolo lago dalla caratteristica forma di cuore. Il paese è racchiuso da una cinta muraria e conserva ancora l’impianto compatto del borgo fortificato.
Qui non serve un itinerario complicato. Si entra attraverso l’antica porta, si percorrono le stradine in pietra e si arriva progressivamente verso il punto da cui osservare il Lagusello. La sensazione è quella di essere entrati in un paese sospeso, lontano dalla vicina notorietà del Garda.
Il lago è tutelato come riserva naturale e nei dintorni si possono alternare passeggiate, bicicletta e visite alle colline moreniche. La Torre Campanaria offre uno dei punti panoramici più interessanti sul borgo e sul paesaggio circostante.
Castellaro è uno di quei piccoli borghi nei quali conviene non avere troppa fretta. Una visita di un’ora sarebbe quasi uno spreco. Il bello sta nel fermarsi, osservare le case, entrare nelle chiese, cercare un posto dove mangiare e poi ripartire senza aver seguito un programma preciso.
È una meta particolarmente adatta a chi vuole abbinare il lago alla campagna e alla cucina mantovana, magari costruendo un itinerario di due giorni tra Monzambano, Borghetto sul Mincio e le colline a sud del Garda.
Capodimonte, sul lago di Bolsena senza l’atmosfera delle grandi località

Il lago di Bolsena è uno dei grandi specchi d’acqua vulcanici dell’Italia centrale, ma rispetto ai laghi più celebri del Nord mantiene ancora una dimensione sorprendentemente tranquilla in molti periodi dell’anno.
Capodimonte è uno dei suoi borghi più scenografici. Sorge su un promontorio vulcanico e scende verso l’acqua con un lungolago e un piccolo porto. Dall’alto, il paese conserva il suo carattere storico intorno alla Rocca Farnese.
La cosa che mi piace di Capodimonte è il rapporto tra il borgo e il lago. Non c’è bisogno di cercare il panorama: arriva quasi da solo, soprattutto quando si percorrono le strade che salgono e scendono verso la parte più antica.
Dal porticciolo partono inoltre escursioni verso le isole Martana e Bisentina, quando le condizioni e i servizi disponibili lo consentono. Sono due presenze che cambiano completamente la percezione del lago.
Capodimonte funziona bene anche fuori dalla stagione balneare. In primavera le campagne della Tuscia sono verdi e luminose, mentre in autunno il paesaggio assume tonalità più morbide. È uno di quei posti in cui il lago non è soltanto una destinazione estiva.
Marta, il paese dei pescatori che vive ancora vicino all’acqua
Poco distante da Capodimonte si trova Marta, altro borgo affacciato sul lago di Bolsena.
Qui il rapporto con l’acqua è ancora più evidente. Il paese conserva un nucleo storico raccolto, fatto di vicoli e abitazioni strette intorno alle antiche mura, mentre verso il lago si apre una zona più distesa.
Marta è conosciuta anche per le sue tradizioni legate alla pesca e per una cucina fortemente legata ai prodotti del territorio. Il lago, insomma, non è soltanto una scenografia.
Una delle cose che consiglierei è arrivare senza fretta e dedicare almeno mezza giornata al paese. Non soltanto il lungolago: vale la pena entrare nel centro storico, osservare le abitazioni, cercare gli scorci meno fotografati e poi fermarsi a tavola.
La zona del lago di Bolsena permette inoltre di costruire un itinerario molto più ampio. Bolsena, Marta, Capodimonte, Montefiascone e San Lorenzo Nuovo sono località diverse tra loro e possono essere unite in un viaggio di più giorni.
È un territorio che si presta bene al turismo lento, quello nel quale non si cerca necessariamente di mettere una quantità enorme di luoghi dentro una giornata.
San Lorenzo Nuovo e la geometria inattesa di un borgo settecentesco
Restando sul lago di Bolsena, San Lorenzo Nuovo merita una deviazione soprattutto per una ragione: il suo centro storico non assomiglia a quello dei classici borghi medievali italiani.
Il paese fu ricostruito nel Settecento secondo un progetto urbanistico preciso. Il cuore è Piazza Europa, dalla forma ottagonale, attorno alla quale si sviluppa il centro.
È una piccola stranezza nel paesaggio della Tuscia e proprio per questo può sorprendere più di una località molto più famosa.
Il lago si trova a pochi chilometri dal centro abitato e può essere inserito nell’itinerario insieme agli altri paesi della zona. Nei mesi caldi la vicinanza dell’acqua permette di alternare visita culturale e momenti all’aperto, mentre nelle stagioni intermedie il territorio dà il meglio soprattutto per le passeggiate.
Non è la destinazione da scegliere se si cerca una lunga passeggiata sul lungolago. È interessante per un motivo diverso: dimostra come anche intorno a un grande lago possano convivere architetture, paesaggi e storie completamente differenti.
Ameno e il lato più tranquillo del Lago d’Orta
Il Lago d’Orta è spesso associato a Orta San Giulio, che naturalmente merita tutta la sua fama. Ma chi arriva fin qui dovrebbe lasciare per qualche ora il borgo più fotografato e salire verso le località meno conosciute del Cusio.
Ameno è una di queste.
Il paese si trova sulle colline a poca distanza dalla sponda orientale del lago e offre un’atmosfera molto diversa rispetto alla riviera. Le strade sono tranquille, il paesaggio è verde e il centro conserva edifici storici e tracce della storia locale.
Palazzo Tornielli, nel cuore del borgo, ospita il Museo Tornielli e rappresenta uno dei punti di interesse culturale della visita.
Ameno non è il classico luogo dove arrivare, scattare una fotografia e ripartire. È più interessante come base per esplorare il territorio. Da qui si può raggiungere il lago, continuare verso Orta oppure spingersi nella Valle Strona.
Il vantaggio è che il Cusio consente di costruire un viaggio abbastanza vario: acqua, montagne, boschi, architettura e gastronomia si trovano a distanza relativamente breve.
Il Lago d’Idro e i borghi che vivono all’ombra del Garda

A ovest del Garda, tra Lombardia e Trentino, il Lago d’Idro rimane una delle alternative più interessanti per chi cerca un paesaggio lacustre meno affollato.
Non ha l’immagine internazionale del Garda e forse è proprio questo il suo punto di forza.
Le sue sponde sono circondate dalle montagne e dai boschi. I centri abitati sono distribuiti lungo il perimetro del lago e offrono un modo diverso di vivere l’acqua: passeggiate, escursioni, bicicletta, pesca e sport nautici sono attività che si possono alternare alla visita dei paesi.
Tra i luoghi da considerare ci sono le diverse frazioni di Idro, mentre poco distante si trova la Rocca d’Anfo, una grande struttura fortificata che domina il lago.
Qui il viaggio cambia ritmo. Non si viene soltanto per il borgo, ma per l’insieme formato da acqua, montagne e piccoli centri abitati.
Per un weekend al lago è una destinazione interessante soprattutto se l’idea è stare all’aperto e non riempire le giornate di visite. Una passeggiata al mattino, un pranzo con prodotti locali, qualche ora lungo la riva e un’escursione nel pomeriggio possono essere sufficienti.
A volte è proprio questo che cerchiamo quando partiamo.
Castellaro, Bolsena, Orta: tre laghi completamente diversi
Mettere insieme questi luoghi serve anche a capire quanto sia difficile parlare dei Borghi sul lago poco conosciuti come se fossero tutti uguali.
Castellaro Lagusello è un piccolo lago morenico circondato da campagna e fortificazioni. Bolsena è un grande lago vulcanico con una lunga storia e diversi centri abitati sulle rive. Il Lago d’Orta ha invece un carattere più alpino e raccolto, con montagne che arrivano rapidamente alle sue sponde.
Cambiano anche le stagioni migliori.
Per i laghi del Nord, primavera e inizio autunno sono periodi particolarmente piacevoli per camminare e pedalare senza l’intensità dell’estate. La Tuscia, invece, permette di organizzare itinerari interessanti anche nei mesi più freschi, quando il paesaggio rurale assume un aspetto completamente diverso.
In estate, naturalmente, l’acqua diventa protagonista. Ma non è detto che sia il momento migliore per tutti.
Se l’obiettivo è conoscere un borgo, io sceglierei quando le giornate sono ancora abbastanza lunghe ma le località hanno già rallentato. È allora che si nota davvero la differenza tra una destinazione costruita per il turismo e un paese che continua semplicemente a vivere.
Non fermarsi al lungolago
C’è un errore abbastanza comune quando si visitano i borghi lacustri: considerare il lungolago come il punto di arrivo.
In realtà spesso è soltanto l’inizio.
Dietro una passeggiata sull’acqua ci sono strade secondarie, chiese, cortili, botteghe, sentieri e campagne. Nei territori meno conosciuti, soprattutto, il paesaggio cambia rapidamente.
A Castellaro Lagusello bastano pochi passi per passare dalle mura alle colline moreniche. Sul lago di Bolsena il centro storico può trovarsi in posizione rialzata rispetto all’acqua. Nel Cusio, invece, il rapporto tra lago e montagna diventa quasi immediato.
È una delle ragioni per cui preferisco dedicare più tempo a un territorio piccolo piuttosto che cercare di attraversare una regione intera in automobile.
Il viaggio diventa meno spettacolare sulla carta, forse, ma più interessante nella realtà.
Anche la tavola fa parte del viaggio
Nei borghi lacustri il cibo non dovrebbe essere una parentesi.
Ogni lago ha costruito nel tempo una cucina legata alle risorse disponibili e agli scambi con le zone vicine. Sul lago di Bolsena, per esempio, il coregone è tra i prodotti tradizionalmente associati alla cucina locale. Nell’area mantovana entrano invece in scena i prodotti della pianura e delle colline moreniche, con vini e specialità che raccontano un territorio più agricolo che lacustre.
Nel Cusio il paesaggio alpino influenza maggiormente la cucina, così come accade sulle sponde dei laghi lombardi più piccoli.
Per questo eviterei di programmare ogni pasto prima di partire. Nei piccoli borghi può capitare di trovare una trattoria che non avevamo previsto, un prodotto locale in una bottega o un piccolo mercato.
Sono dettagli che raramente finiscono nelle fotografie del viaggio, ma che spesso sono quelli che ricordiamo più a lungo.
Come scegliere il borgo giusto
Non esiste un borgo lacustre perfetto per tutti. La scelta dipende soprattutto da quello che si cerca.
Chi vuole storia e architettura può orientarsi verso Capodimonte, San Lorenzo Nuovo o Castellaro Lagusello. Chi preferisce camminate e natura troverà più interessanti l’area del Lago d’Idro e quella del Lago d’Orta. Chi desidera invece un itinerario gastronomico può combinare lago e campagne, soprattutto tra Mantovano e Garda.
Un’altra variabile è la durata.
Per una semplice fuga di un giorno è meglio scegliere un borgo inserito in un territorio ricco di altre tappe. Per due o tre giorni conviene invece puntare su un lago meno conosciuto e usarlo come base, muovendosi senza cambiare continuamente albergo.
È una piccola differenza organizzativa che cambia parecchio il modo di viaggiare.
Quando partire per trovare davvero la tranquillità
La parola “poco conosciuto” va usata con cautela. Nessuno di questi luoghi è un segreto assoluto e alcuni possono essere molto frequentati durante eventi, festività o nei fine settimana estivi.
Per trovare quella dimensione più tranquilla che si cerca in un viaggio del genere, meglio considerare aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre, naturalmente verificando prima aperture, collegamenti e attività stagionali.
Anche arrivare presto al mattino fa una certa differenza.
Il borgo è ancora silenzioso, i ristoranti non sono pieni, il lago ha una luce diversa e si può camminare senza la sensazione di dover condividere ogni scorcio con decine di persone.
È un consiglio semplice, ma funziona quasi sempre.
Un’Italia lacustre che vale la deviazione

I Borghi sul lago poco conosciuti non hanno bisogno di essere trasformati in nuove mete di massa. Forse il loro valore sta proprio nel contrario.
Castellaro Lagusello dimostra che anche un laghetto minuscolo può costruire intorno a sé un paesaggio straordinario. Capodimonte e Marta raccontano il rapporto antico tra la Tuscia e il lago di Bolsena. San Lorenzo Nuovo sorprende con una storia urbana insolita. Ameno permette di guardare il Lago d’Orta da una prospettiva più appartata. Il Lago d’Idro, infine, offre una dimensione più montana e sportiva, lontana dall’immagine patinata dei grandi laghi.
Non servono grandi programmi.
A volte basta scegliere un paese sulla mappa, arrivare prima del tramonto e vedere cosa succede camminando senza una destinazione precisa. È un modo semplice di viaggiare, forse meno facile da raccontare in un itinerario perfetto, ma decisamente più vicino a quello che personalmente cerco quando parto.
E forse è proprio questo il senso di un viaggio tra i laghi italiani meno celebrati: non trovare un luogo completamente sconosciuto, ma riuscire a guardare con occhi nuovi un angolo d’Italia che pensavamo di conoscere già.
FAQ – Domande frequenti sui borghi sul lago poco conosciuti
Quali sono i borghi sul lago poco conosciuti da vedere in Italia?
Tra le mete meno scontate si possono considerare Castellaro Lagusello, sul piccolo lago omonimo, Capodimonte e Marta sul lago di Bolsena, Ameno sul lago d’Orta e i centri affacciati sul lago d’Idro. La scelta dipende dal tipo di viaggio: storia, natura, passeggiate o semplice tranquillità.
Qual è il periodo migliore per visitare un borgo sul lago senza trovare troppa gente?
Primavera e inizio autunno sono generalmente i periodi più piacevoli per chi cerca ritmi tranquilli. Aprile, maggio, settembre e ottobre permettono spesso di alternare passeggiate e visite ai borghi evitando i momenti di maggiore affluenza estiva.
Cosa si può fare in un borgo sul lago oltre a passeggiare sul lungolago?
Vale la pena entrare nei centri storici, visitare chiese e castelli, seguire i sentieri nei dintorni, fermarsi nelle trattorie locali oppure dedicare qualche ora a un’attività sull’acqua. Nei territori lacustri meno conosciuti, spesso è il paesaggio fuori dal centro a regalare le sorprese migliori.
I borghi sul lago poco conosciuti sono adatti a un weekend?
Sì. Due giorni sono spesso sufficienti per visitare un borgo con calma e aggiungere una o due località vicine. Per un weekend conviene scegliere un solo lago come base, evitando di passare gran parte del tempo in automobile.
Quali borghi sul lago scegliere per un viaggio lontano dal turismo di massa?
Non esiste una destinazione sempre tranquilla: affluenza ed eventi possono cambiare molto durante l’anno. Per una dimensione più rilassata è utile puntare su laghi meno frequentati, viaggiare nei periodi intermedi e, quando possibile, pernottare nel territorio invece di concentrare tutto in una visita di poche ore.






